mercoledì 31 gennaio 2018

Inno - Czesław Miłosz

Czesław Miłosz
Non c’è nessuno fra te e me.
Né pianta che attinge i succhi dal profondo della terra,
né animale, né uomo,
né vento che cammina fra le nuvole.

I più bei corpi sono vetro trasparente.
Le fiamme più ardenti acqua che lava i piedi stanchi
dei viaggiatori.

Gli alberi più verdi piombo fiorito nel cuore della notte.
L’amore è sabbia inghiottita da labbra aride.
L’odio una brocca salata offerta all’assetato.
Scorrete, fiumi; alzate le vostre mani,
città! Io, fedele figlio della terra nera, farò ritorno
alla terra nera,
come se la mia vita non fosse stata,
come se canzoni e parole create le avesse
non il mio cuore, non il mio sangue,
non il mio esistere,
ma una voce sconosciuta, impersonale,
solo lo sciabordio delle onde, solo il coro dei venti,
solo il dondolio autunnale
dei grandi alberi.

Non c’è nessuno fra te e me,
e a me è data la forza.
Le montagne bianche pascolano sulle pianure della terra,
vanno verso il mare, alla loro abbeverata,
soli sempre nuovi si inchinano
sulla valle del piccolo e stretto fiume dove sono nato.
Non ho saggezza, né talento, né fede,
ma ho avuto la forza, essa lacera il mondo.
Onda pesante mi infrangerò sulle sue rive
e me ne andrò, farò ritorno nei territori delle acque eterne,
e un’onda nuova ricoprirà di schiuma le mie orme.
Oscurità!

Tinta dal primo chiarore dell’alba,
come il polmone strappato da una bestia squarciata
ti dondoli, ti immergi.
Quante volte ho navigato con te
trattenuto nel mezzo della notte,
sentendo una voce sulla tua chiesa agghiacciata,
il grido dell’urogallo, il fruscio dell’erica,
e due mele brillavano sulla tavola
o le forbici aperte rilucevano –
– e noi eravamo simili:
mele, forbici, oscurità e io –
sotto la stessa, immobile,
assira, egiziana e romana

luna.

Si alternano le stagioni, uomini e donne si accoppiano,
i bambini nel dormiveglia fanno correre le mani sui muri,
disegnando terre oscure col dito bagnato nella saliva,
si alternano le forme, crolla ciò che sembrava invincibile.

Ma fra gli Stati sorgenti dal fondo dei mai,
fra le vie scomparse, al cui posto
si innalzeranno monti costruiti con un pianeta caduto,
contro tutto ciò che è passato, tutto ciò che passa,
si difende la giovinezza, limpida come pulviscolo solare,
né del bel né del male invaghita,
inviata sotto i tuoi immensi piedi,
perché tu la schiacci, la calpesti,
perché tu col tuo alito faccia muovere la ruota
e l’esile struttura tremi al suo movimento,
perché a lei tu dia fame, e agli altri sale, pane e vino.

Ancora non risuona la voce del corno
che chiama gli sbandati, chi giace nelle valli.
La ruota dell’ultimo carro ancora non rimbomba
sul suolo gelato.

Fra te e me non c’è nessuno.

Parigi, 1935

(da “Tre inverni” - testo tratto da Poesie -Adelphi)


Czesław Miłosz
(Šeteniai, oggi Lituania 30 giugno 1911 – Cracovia, 14 agosto 2004) è stato un poeta e saggista polacco, insignito del Premio Nobel  nel 1980.

"Uno dei più grandi poeti del nostro tempo e forse il più grande" scriveva qualche anno fa un altro poeta, Iosif Brodskij.

Claude Monet
Citazione: « A chi, con voce lungimirante e senza compromessi, ha esposto la condizione dell’uomo in un mondo di duri conflitti. »
(Motivazione del premio Nobel per la letteratura)

15 commenti:

  1. Immagini, e sensazioni, straordinariamente belle, in queste sequenze di versi che hai pubblicato, di questo autore.
    Sempre emozioni nelle tue pagine, Stefania, un abbraccio,silvia

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    1. Grazie Silvia, sono contenta che tu abbia apprezzato la poesia. Ha me piace molto. Un bellissimo inno dedicato alla sua terra. Un abbraccio e un sorriso

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  2. Ciao Stefania,
    questa poesi è di una bellezza favolosa, adoro!!!
    Un gran bel post che celebra un grande poeta
    un abbraccio :)

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    1. Ciao, Audrey ben ritrovata, grazie. Sono contenta di rileggerti. Un abbraccio

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  3. Ciao Stefania, sai che non l'ho ben compresa?
    L'ho letta più volte...ma ora ci riprovo.
    Grazie è sempre bello leggerti e scoprire nuove cose.
    Buona serata!

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    1. Ciao Pia, è una poesia che ha bisogno di essere letta più volte, soffermandosi sulle sue varie immagini. Il poeta in disaccordo con il potere del suo paese, fu costretto ad esiliare e a rifugiarsi prima a Parigi dove nacque questa poesia, scritta ricordando appunto la sua Polonia, poi successivamente negli Stati Uniti. Tra questi versi si legge il ricordo, la nostalgia, il desiderio del poeta di poter tornare un giorno alla sua terra. Un Inno che è in pratica una dichiarazione d'amore!

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    2. Adesso ho compreso. Mamma mia è molto bella!
      Ti ringrazio Stefania.

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  4. Dimenticavo, grazie Pia! E' stato bello leggerti.

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  5. Condivido che si tratta di un grande scrittore di versi. Mi piace molto anche il dipinto di Monet.Buona nuova settimana, cara Stefania.

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    1. Ciao Erika, ti ringrazio per la visita.

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  6. Hai ragione,cara Stefania! È un testo che va riletto più volte per coglierne tutta la ricchezza e la densità.
    Sempre interessanti e attuali le tue scelte!
    Grazie e un abbraccio di buona serata!!!

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    1. Ti ringrazio per il tuo apprezzamento, sì davvero un grande autore. Un abbraccio

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  7. Carissima, prima di tutto ti ringrazio per questo tuo bellissimo post.
    Quando inizio a scorgere qualche parola, qualche tuo barlume di luce, "quell'attimo incantato", direbbe Claude Monet, so che le parole mi condurranno sapientemente al sole infuocato di un mezzogiorno estivo. E' quel sole che brucia, che irradia in ogni luogo, ogni particella d'aria e ci fa sentire pienamente vivi!
    E questo è quanto accade leggendo questa profonda poesia...
    un tocco di luce, abilmente creato dal poeta sulla sua tavolozza magica delle parole, poi questi tocchi s'accostano tra di loro, mentre noi, pian piano, ne cogliamo l'essenza, la loro splendida voce.
    Quella splendida voce irrompe in tutta la sua verità, dentro alla malinconia, alla tristezza di esiliato, ma vive anche nella sua linfa vitale, in quelle sue parole, nei colori puri della vita" Contro tutto ciò che è passato, tutto ciò che passa, si difende la giovinezza, limpida come pulviscolo solare"
    Unn caro saluto
    Adriana Pitacco
    natipervivereblog.com

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    1. Carissima Adriana il tuo intervento è più che un commento, è un prezioso arricchimento al mio post e per questo te ne ringrazio molto!
      Un carissimo saluto a te.

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