Sala dei nomi - Gerusalemme |
Per l'importanza di far conoscere ai giovani la tragedia che si è consumata nei campi di sterminio.
Perchè una delle condizioni per apprendere dal passato è conoscerlo.
Esortarli a riflettere e per noi adulti ricordare: il continuo pericolo a cui siamo esposti, per un possibile ritorno di quei sentimenti che hanno portato allo sterminio ebraico.
Per Ricordare
Tante, troppe cose
l’uomo non deve dimenticare.
Per non dimenticare la Shoah
Per non dimenticare il fratello negro
Schiavizzato torturato martoriato,
per non dimenticare la crudeltà dei cuori,
per non dimenticare il pianto innocente
di un bimbo fra braccia tenere inerti,
per non dimenticare lo sguardo della sofferenza,
per non dimenticare il vuoto dell’ignoranza
l’arroganza delle serpi...
Troppo l’uomo ha da ricordare:
Per non riviverlo
Per non farlo rivivere
Per non ricreare l’Inferno
né alimentarne le fiamme.
Furore del delitto
Terrore della mente
Ubriacatura del potere
Miseria avvilente
Paura di Essere!
Troppo l’uomo ha da disseppellire
Da riportare in vita da una morte ingiusta:
la dignità il rispetto l’amore,
la fierezza di essere Uomini.
Letizia - conosciamo solo il nome di chi ha scritto questa poesia
Tante, troppe cose
l’uomo non deve dimenticare.
Per non dimenticare la Shoah
Per non dimenticare il fratello negro
Schiavizzato torturato martoriato,
per non dimenticare la crudeltà dei cuori,
per non dimenticare il pianto innocente
di un bimbo fra braccia tenere inerti,
per non dimenticare lo sguardo della sofferenza,
per non dimenticare il vuoto dell’ignoranza
l’arroganza delle serpi...
Troppo l’uomo ha da ricordare:
Per non riviverlo
Per non farlo rivivere
Per non ricreare l’Inferno
né alimentarne le fiamme.
Furore del delitto
Terrore della mente
Ubriacatura del potere
Miseria avvilente
Paura di Essere!
Troppo l’uomo ha da disseppellire
Da riportare in vita da una morte ingiusta:
la dignità il rispetto l’amore,
la fierezza di essere Uomini.
Letizia - conosciamo solo il nome di chi ha scritto questa poesia
Oggi giorno del ricordo, della memoria.
Voglio celebrarlo con la testimonianza degli scritti di tre bambini che, purtroppo, persero la vita in quei campi.
C'è
consapevolezza in quello che leggiamo, ma c'è anche la speranza, il bisogno,
il desiderio di intravedere una luce, oltre il tunnel, che li conduca
ad un cambiamento, li aiuti ad oltrepassare il buio della notte,
le atrocità che stavano vivendo.
TESTIMONIANZE
Dal diario di Anna Frank
- 15 luglio 1944
- 15 luglio 1944
...Ecco la difficoltà di questi tempi: gli ideali, i sogni, le splendide speranze non sono ancora sorti in noi che già sono colpiti e completamente distrutti dalla crudele realtà. è un gran miracolo che io non abbia rinunciato a tutte le mie speranze perché esse sembrano assurde e inattuabili. Le conservo ancora, nonostante tutto, perché continuo a credere nell’intima bontà dell’uomo. Mi è impossibile costruire tutto sulla base della morte, della miseria, della confusione. Vedo il mondo mutarsi lentamente in un deserto, odo sempre più forte l’avvicinarsi del rombo che ucciderà noi pure, partecipo al dolore di milioni di uomini, eppure, quando guardo il cielo, penso che tutto volgerà nuovamente al bene, che anche questa spietata durezza cesserà, che ritorneranno l’ordine, la pace e la serenità. Intanto debbo conservare intatti i miei ideali; verrà un tempo in cui forse
saranno ancora attuabili”.
La tua Anna
saranno ancora attuabili”.
La tua Anna
(così scriveva Anna pochi giorni prima che i tedeschi
irrompessero nell’alloggio segreto)
irrompessero nell’alloggio segreto)
Da domani sarà triste, da domani.
Ma oggi sarò contento,
a che serve essere tristi, a che serve.
Perché soffia un vento cattivo.
Perché dovrei dolermi, oggi, del domani.
Forse il domani è buono, forse il domani è chiaro.
Forse domani splenderà ancora il sole.
E non vi sarà ragione di tristezza.
Da domani sarà triste, da domani.
Ma oggi, oggi sarò contento,
e ad ogni amaro giorno dirò,
da domani, sarà triste,
Oggi no.
Poesia di un ragazzo - trovata in un ghetto nel 1941
Filo spinato
Su un acceso rosso tramonto,
sotto gli ippocastani fioriti,
sul piazzale giallo di sabbia,
ieri i giorni sono tutti uguali,
belli come gli alberi fioriti.
è il mondo che sorride
e io vorrei volare. Ma dove?
Un filo spinato impedisce
che qui dentro sboccino fiori.
Non posso volare.
Non voglio morire.
Peter, bambino ebreo ucciso dai nazisti nel ghetto di Terezin
Eventi drammatici, e devastanti, che riecheggiano a forza, in noi,
RispondiEliminaper la loro insulsa inutilità e violenza. Speriamo tutti che questi
stermini possano non più ripetersi, insieme alla fine di guerre attuali
che insanguinano varie parti del globo.
Ho molto apprezzato il tuo articolo intenso e raffinato, nel significato
che intende trasmettere a chi legge.
Buon fine settimana, e un abbraccio, carissima,silvia
... Non voglio morire... e invece! Realtà inenarrabili. Ciao e grazie.
RispondiEliminasinforosa
Mai dimenticare!
RispondiEliminaSaluti a presto.
Il tuo post è molto bello e interessante ma quanta tristezza !! Il piccolo Peter che vorrebbe volare lontano, il ragazzo che spera ancora in un domani buono e chiaro e Anna che continua a sperare, nonostante tutto. Quante vite perse, spezzate inutilmente, in nome di cosa ? E ogni volta che leggo di queste cose, mi chiedo come abbiano potuto succedere . Un saluto
RispondiEliminaIn nome di quella speranza tradita noi dobbiamo ricordare.
RispondiEliminaCiao Stefy.
Grazie a tutti per la vs. partecipazione.
RispondiEliminaNon dimentichiamo!!
Per certe atrocità non ci sono parole...che la coscienza umana ricordi....
RispondiEliminaUn caro saluto
Molto toccante questo tuo ricordo, cara Stefania, soprattutto la poesia del piccolo Peter ucciso nel ghetto di Terezin.
RispondiEliminaNon ci sono altre parole...
Un'ottima scelta, cara Stefania, per non dimenticare! Non sapevo che fossi Irlandese. Un caro saluto.
RispondiEliminaRingrazio Giovanna e Annamaria per il loro contributo e partecipazione. Un giorno molto significativo da tenere sempre vivo in tutti noi.
RispondiEliminaNon riesco a trovar parole...
RispondiEliminaun nodo in gola
E che nessuno possa dimenticare
Adriana