lunedì 27 aprile 2020

Il fascino di "Itaca"

 
William Turner


”L’importante non è quello che trovi alla fine di una corsa, ma quello che provi mentre corri” diceva Giorgio Faletti in una delle ultime battute di "Notte prima degli esami".
Similmente e più approfondito è il concetto che sviluppa Konstantinos Kavafis nella sua poesia "Itaca" che propongo oggi.
Il suo fascino, lo troviamo in ogni passaggio, ma soprattutto, nel suo significato.
Scritta nel 1911, il poeta aveva 48 anni, rappresenta la riflessione di un uomo ormai maturo sul viaggio (la vita), prendendo spunto dal quello avventuroso del leggendario Ulisse.

Itaca rappresenta l'approdo, il territorio di chi conquista l’esistenza, e il suo valore sta nel fungere per noi da stimolo, perché si sia spinti alla continua ricerca e ad un costante movimento.
Ma c'è bisogno di soffermarsi su ciò che scopriamo e sulle esperienze che facciamo, sulle persone che incontriamo lungo la strada, guardando a tutto con una certa profondità.
Per fare questo Kavafis ci esorta a dare importanza a tutte le piccole cose che incontriamo lungo la via e, ci dice che,  la pazienza, la dedizione, la serena determinazione, devono accompagnarci lungo tutto il percorso. Ma dobbiamo essere capaci di valorizzare con tranquillità ogni cosa che ci può arricchire.
L’approdo sull’isola non deve essere prematuro: Itaca ci ha motivato a proseguire nel cammino della vita e della conoscenza, ma la vera ricchezza sono le esperienze accumulate lungo la via.
Bisogna sperare che il viaggio (la vita) sia lungo, per poter conoscere e incontrare i sapienti a cui attingere.
Non importa il viaggio, la meta, ma come si affronti quel viaggio per raggiungere la meta.
Itaca potrà anche deluderci, ma almeno rimarrà la soddisfazione di non aver vissuto invano.

Propongo, a questo proposito, una videopoesia perché credo permetta di cogliere meglio la bellezza di questa lirica.
Buon ascolto!


Itaca
(di Konstantinos Kavafis -Tratta da Settantacinque poesie a cura di Nelo Risi e Margherita Dalmati - Giulio Einaudi Editore - 1992)

Quando ti metterai in viaggio per Itaca
devi augurati che la strada sia lunga
fertile in avventure e in esperienze.
I Lestrigoni e i Ciclopi
o la furia di Nettuno non temere,
non sarà questo il genere d'incontri
se il pensiero resta alto e un sentimento
fermo guida il tuo spirito e il tuo corpo.
In Ciclopi e Lestrigoni, non certo
né nell'irato Nettuno incapperai
se non li porti dentro
se l'anima non te li mette contro.

Devi augurarti che la strada sia lunga.
Che i mattini d'estate siano tanti
quando nei porti - finalmente, e con che gioia -
toccherai terra tu per la prima volta:
negli empori fenici indugia e acquista
madreperle coralli ebano e ambre
tutta merce fina, anche profumi
penetranti di ogni sorta, più profumi
inebrianti che puoi,
va in molte città egizie
impara una quantità di cose dai dotti.

Sempre devi avere in mente Itaca -
raggiungerla sia il pensiero costante.
Soprattutto, non affrettare il viaggio;
fa che duri a lungo, per anni, e che da vecchio
metta piede sull'isola, tu, ricco
dei tesori accumolati per strada
senza aspettarti ricchezze da Itaca.

Itaca ti ha dato il bel viaggio,
senza di lei mai ti saresti messo
in viaggio: che cos'altro ti aspetti?

E se la trovi povera, non per questo Itaca ti avrà deluso.
Fatto ormai savio, con tutta la tua esperienza addosso
già tu avrai capito ciò che Itaca vuole significare.


Kostantinos Kavafis, poeta e giornalista greco - Alessandria d'Egitto, 29 aprile 1963 - Alessandria d'Egitto, 29 aprile del 1933. L'identità delle date sembra voler contenere simbolicamente la perfezione formale della sua opera. Ma la vita fu grigia e monotona, priva di spunti biografici.

3 commenti:

  1. Cara Stefania, stupendi immagini cara amica.
    Ciao e buona serata con un forte abbraccio e un sorriso:-)
    Tomaso

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  2. Una bellissima poesia densa di significati, una lezione, perche lo scorrere della vita sia vissuto con interesse.La prima volta l'ho letta alle "superiori" ma ancora oggi e parte delle mie letture.
    Ciao Stefania, alla prossima.
    fulvio

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  3. Una bella poesia !!Anche noi dobbiamo augurarci che il nostro cammino sia lungo e lo dobbiamo vivere intensamente , quando arriveremo alla nostra Itaca, saremo contenti del tempo passato . Saluti; buon Primo maggio

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