lunedì 20 gennaio 2020

POESIA E MITOLOGIA IRLANDESE

Si tratta di un post che avevo già pubblicato un po' di anni fa nel mio blog: "Frammenti di specchio", e che oggi ho pensato di riproporre per chi non avesse avuto modo di leggerlo allora.


Questa giovane sorridente si chiama Leanne O'Sullivan ed è una poetessa irlandese di talento. Ha studiato all'University College di Cork, dove nel 2006 ha conseguito un master in Letteratura Inglese.
E' poco più che ventenne quando le viene pubblicata la sua prima raccolta di poesie "Waitin for My Clothes"
Nasce nel 1983 nella Beara Peninsula, contea di Cork (Irlanda), in una terra aspra, ma piena di fascino e questa sua terra la porta nel cuore e nei suoi versi con trasporto, con giovanile tocco e grazia.
"sento il sentiero frusto delle pecore verso la cima /del colle, guardo l'oceano blu e grigio, / le ombre dei vani delle porte, le stoppie dei campi rossi. /"
Vincitrice del O'Shaughnessy Award per la poesia da St. Thomas University di St. Paul e di altri prestigiosi premi, O'Sullivan, Leanne  vive a circa 10 km a nord di Cork.
Nel sua seconda raccolta "Cailleach: L'Hag di Beara" (del 2009), rivisita la figura del mito irlandese, in particolare della mitica figura di una vecchia saggia o dea "Cailleach Bhéarra" ( in gaelico) o "Hag of Beara ( "la vecchia Beara"), che abita il paesaggio e l'aspra costa rocciosa della Beara Peninsula. O'Sullivan conosce bene il paesaggio, la storia e i miti della Beara Peninsula essendoci nata e cresciuta. 
La raccolta è un omaggio appunto a questa sua terra e a quel mito della rigenerazione.
Nessa Mahony, scrive sul Irish Times: ...queste poesie catturano il respiro con la loro squisita rappresentazione del paesaggio irlandese".
IL MITO:

La "Cailleach Beara" è una dei più antichi esseri viventi della mitologia irlandese. Ha origine dalla pietra bagnata dall'Atlantico e alla pietra ritorna per rigenerarsi passando attraverso molte vite che vanno dalla vecchiaia alla giovinezza in modo ciclico. 
Lei è nota per aver avuto almeno cinquanta figli adottivi durante le sue 'vite'. Un grosso masso posa su una cresta che guarda Ballycrovane Harbour nella Beara Peninsula: è, nella leggenda, il volto della "Cailleach" lì ad aspettare il marito, Manannan, dio de mare.

Quella della O'Sullivan è una "Cailleach", rinnovata, umanizzata, innamorata non di un dio, bensì di un uomo ("Dormi amore"):
 "Ancora buio, esci presto - la notte / un rabbrividire blu quieto, e io dormo / sola fino all'alba, le mie spalle / e i fianchi adagiati negli incavi del letto, / il lenzuolo una curva verso i miei ginocchi, pieghe / dalla parte dove posavi infine calmo accanto a me, / 
e ancora: 
per un'ora amo desiderarti, / conoscendo impietoso amore, la sete visibile di esso, / i sentieri tangili, e ogni cresta di mattino / che mi allunga sul nido del guanciale, / il tuo profumo una timida preghiera dove mi rintano, / l'insussurato silenzio del tuo sonno al quale dormo."
e di un pescatore, infine disperso in mare ("Disperso"):  
"al levarsi del mattino ero in attesa / dietro la finestra della cucina, a guardare il mare nel suo quietarsi. / Pensavo a un'alba accecante, e il mondo di sotto. / Pensavo alle digitali in attesa nei prati. / Lo sentivo prima che me lo dicessero, quel grido freddo, stridente. / Dagli oscurati approdi vennero i pochi ultimi, / portavano coltelli ed esche, le mani come salamoia, / lustre  come pesci, lentamente levandosi nel riflusso della mare."

"L'inglese dei testi di Leanne O'Sullivan", dice il traduttore Alessando Gentili della rivista "Poesia", "pur piano e discorsivo nel lessico, spesso nei toni del parlato, può tuttavia essere di non facile resa in italiano."
Tratta dalla raccolta vi propongo la poesia "Il ritorno" con testo anche in inglese.
The Return                                      

I walk through paw-prints               
the grost has dug,                          

among the moist grasses,                
my silver hair flowing                    
like a cat's deep stretch.             

This is my season.                            
Again and again I die                      
under the blossom of leaves            
and count my lives                           
by the sapped rings of trees.           


No one will konw me,                      
none but the wood growth,             
its hug of frost                                
its scent of moss                            
its naked shadow                            

and I, standing at the end              
of an embered wood                       
where once a light                         
passed through me                         
and passes again,                           

before I remember                         
how I appeared                              
or how I ended,                              
folding myself into my arms -        

the seed,                                       
the root,                                       
the blossom,                                 
the stone shining                          
whith all my running juices            
**************************************************************
Cammino su impronte           
di zampe incavate dal gelo,                           
tra roride erbe, d'argento
i miei capelli fluenti nel modo
che un gatto si allunga a fondo.
 
E' questa la mia stagione.
Ancora e ancora muoio
sotto la fioritura di foglie
e conto le mie vite
qui agli anelli senza linfa degli alberi.

Nessuno mi conoscerà, nessuno,
all'infuori del rigoglio del bosco,
il suo abbraccio di gelo,
il suo profumo di muschio,
la sua nuda ombra,

ed io, ferma alla fine
di un bosco tutto brace
dove una volta una luce
passò attraverso me
e ancora passa,

prima che io rammenti
come apparvi
o come venni a fine,
stringendomi nelle mie braccia -

il seme,
la radice,
la fioritura,
la pietra che rifulge
del flusso dei miei succhi. 
 
(traduttore: Alessandro Gentili - tratto da Rivista "Poesia"- Nicola Crocetti Editore)

8 commenti:

  1. Poesie davvero evocative, complimenti all’autrice e grazie a te per averne parlato. Buona giornata e buon inizio di settimana.
    sinforosa

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Io sono particolarmente coinvolta, essendo nata proprio vicino ai luoghi che descrive la poetessa.
      Una poetica, comunque, che piace molto anche a me.
      Buon pomeriggio e grazie della visita.

      Elimina
  2. Cara Stefania, non ricordo questo post, però devo ammettere che si ha parlato molto della grande capacità della donna, direi di non dire più sesso debole.
    Ciao e buona serata con un forte abbraccio e un sorriso:-)
     Tomaso 

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Grazie carissimo Tommaso, sei molto gentile.
      Un caro saluto a te e buona settimana.

      Elimina
  3. Molto bello questo tuo post, io non lo avevo avuto l'opportunità di leggerlo. Amo moltissimo l'Irlanda e le sue tradizioni, anche se sfortunatamente non sono mai potuta andarci. Ci sono posti davvero magici. Un saluto Stefy, buon lunedì e migliore nuova settimana

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Dovresti trovare il tempo di andarci, in Irlanda, anche solo per qualche giorno, merita davvero. Ne resteresti affascinata, è davvero magica come dici.
      Grazie e passa una buona settimana.

      Elimina
  4. Amo l'Irlanda la trovo un posto incantato,purtroppo sono stato in questo meraviglioso paese solo tre volte e per pochi giorni ogni volta.mo particolarmente la musica irlandese che è stata per anni la mia colonna sonora durante le lunghe ore di lavoro.
    Bella poesia.
    Un abbraccio fulvio

    RispondiElimina
  5. Un articolo speciale, e molto interessante, su cui mi sono soffermata con piacere.
    Buona domenica, carissima, silvia

    RispondiElimina