A chi non avesse avuto modo di visitare in Valle d'Aosta almeno uno dei castelli medioevali, disseminati su tutto il territorio, voglio far conoscere il castello di Issogne. Come molti altri castelli della regione è splendidamente conservato e prenotando una visita si ha l'occasione di vedere ancora arredi, affreschi, decorazioni, supellettili di quella vita dal tardo quattrocento fino al declino del castello del 1872.
Il castello è situato sul versante destro della Dora, di fronte al comune di Verres nel suggestivo scenario delle montagne valdostane, ha pianta di forma quadrangolare e origini antiche. Fu costruito su di un sito abitato sin dall'epoca romana: già nel XII secolo è documentata una torre appartenente al vescovo di Aosta. Divenuto in seguito proprietà della famiglia Challant, si ingrandì a più riprese finché a fine '400 per opera del canonico Giorgio di Challant, personaggio colto e raffinato, vennero realizzati dei loggiati, affrescato il cortile e alcune sale interne, ampliata la cinta muraria per contenere un giardino.
Le foto che riporto sono solo una parte di quello che si può ammirare nel castello.
Accedendo al cortile interno, nel centro, possiamo ammirare una fontana, di forma ottagonale con l'albero del
melograno e foglie di quercia in ferro battuto, che fu probabilmente
fatta realizzare da Giorgio di Challant come dono per le nozze
di Filiberto di Challant con Louise d'Aarberg nel 1502 e vuole
simboleggiare l'unione tra la fertilità della famiglia, rappresentate
dal melograno, con la forza e l'antichità rese dalla quercia.
Fanno parte dell'insieme anche dei piccoli draghi, sempre in ferro battuto.
Molti ambienti del castello sono decorati con affreschi, sia nelle zone di rappresentanza, quali la Sala di Giustizia o la Cappella, sia nelle stanze più private.
Fanno parte dell'insieme anche dei piccoli draghi, sempre in ferro battuto.
Molti ambienti del castello sono decorati con affreschi, sia nelle zone di rappresentanza, quali la Sala di Giustizia o la Cappella, sia nelle stanze più private.
Le pareti che si affacciano sul cortile presentano
delle decorazioni che celebrano il casato degli Challant.
All'ingresso del castello possiamo ammirare le lunette delle
botteghe artigiane sotto le volte del portico che rappresentano
squarci di vita quotidiana dell'epoca con la bottega del sarto, la
farmacia, la macelleria, il corpo di guardia, il mercato di frutta e
verdura, la bottega del fornaio, dello speziale, del pizzicagnolo,
tutte attribuite al pittore Colin.
La scala a chiocciola di pietra (il cosiddetto "viret")
Fu acquistata dal pittore torinese Vittorio Avondo che, con un’attenta campagna di restauro, restituì al maniero il suo splendore. Il castello di Issogne si presenta oggi con alcuni elementi dell'originale mobilia e altri arredi rifatti alla fine dell’Ottocento, che insieme a numerosi oggetti d'uso domestico ripropongono l'ambientazione tardo quattrocentesca voluta da Avondo.
Lo scorso anno sono stato in Valle d'Aosta. bellissima
RispondiEliminaUn abbraccio Stefy
Maurizio
Articolo e immagini di superba bellezza per esaltare il fascino d'un magico castello
RispondiEliminaMille cari auguri di buona Pasqua, Stefania, silvia
Ciao Stefania,
RispondiEliminaio non sono mai stata in Valle d'Aosta anche se so che è un posto meraviglioso, spero di visitarlo un giorno e di scoprire anche le meraviglie di questo castello.
post interessantissimo
un abbraccione e buon inizio settimana :D
Grazie, cara Stefania, di questo bel post. Ho visitato il castello d'Issogne tanti anni fa, ai tempi delle mie prime frequentazioni valdostane. E' davvero bello e ho apprezzato molto, tra le altre cose, la fontana del melograno e le lunette con le botteghe artigiane.
RispondiEliminaUm abbraccio e a presto!
Sono stato in Val d'Aosta solo per sciare e quindi non avevo molto tempo per visitare le belle cose che ci fai vedere in questo tuo post. Grazie e buona Pasqua.
RispondiEliminaCredo mi mancasse questa visita. Ho visitato a più riprese la Val d'Aosta e i suoi splendidi castelli, ma non mi ricordo queste immagini. Come molti credo, subisco il fascino di queste opere e del vissuto che ne impregna ogni pietra. Grazie Stefania per queste immagini e descrizioni, Ti auguro una Buona Pasqua!
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