lunedì 7 maggio 2018

Che mi dici figlio

Jean Sala
Che mi dici figlio
del tempo che divide
i nostri giorni
delle parole rubate
ai tuoi oggi,
i domani immaginati
lontani dai nostri ieri.

A quello che resta
di non detto, tra le pieghe
di questa assenza
che slabbra, dilata
contorni del mio silenzio.

Che riecheggia passi
malfermi di bimbo
il battito di certe notti
del cuore sul petto.
Il vociare gioioso d'una casa
che oggi indistinto fluttua
nel vuoto inesorabile
del tempo.

Ritmico gocciolio,
rubinetto socchiuso
assilla, logora,
non dà tregua. Dove sei,
cosa fai?
Tu, sagoma inseguita
a cui mi aggrappo
per non smarrirmi
nell' attesa di un nuovo
squillo di telefono. 

©Stefania Pellegrini 

TUTTI I DIRITTI RISERVATI ALL'AUTORE

9 commenti:

  1. Cara Stefania, questi tuoi versi, formano una poesia che viene dal cuore. Bellissima.
    Ciao e buon inizio delle settimana con un forte abbraccio.
    Tomaso

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  2. Mi sono rivista nei tuoi emozionanti e bellissimi versi...!! Nostalgia e vuoti grandi , quando i figli volano via nel loro cielo...
    un abbraccio

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  3. Bellissima e struggente. Io digiterei il numero telefonico e lo chiamerei immediatamente. Buona giornata.
    sinforosa

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  4. Nessun figlio dovrebbe lasciar sola una madre . Molto, molto bella ! Un saluto.

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  5. Sofferenza d'una madre per la lontananza emotiva del figlio, espressa in versi raffinati
    Sempre speciali ispirazioni poetiche, Stefania, complimentissimi, silvia

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  6. stupenda, profonda, delicatamente triste...brava!!!
    un abbraccio cara :)

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  7. Una poesia molto bella dove c'è tutto l'amore e l'angoscia di una madre che aspetta un messaggio dal figlio lontano.
    Sempre bravissima nel dipingere di poesia anche gli stati emotivi più dolorosi.
    Un abbraccio e buone giornate!

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  8. Emozionanti questi tuoi versi.

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  9. Una poesia dolcissima che raffigura il tempo che scorre e che sembra dividere l'oggi di una madre dall'oggi di un figlio.
    Ma è un tempo che divide solo per una semplice apparenza
    Divide momentaneamente, ma non separa perché rimane un eco dolcissimo...
    il sorriso di "quei passi malfermi di bimbo" che entusiasta scopre un nuovo equilibrio...
    quel nuovo battito d'ali nell'orizzonte della vita!
    Poesia splendida!
    Un caro saluto
    Ps: scusami se ritorno oggi a vivere le tue bellissime parole, ma in questo periodo ho vissuto a Palermo: da mio figlio
    Un abbraccio
    Adriana
    natipervivereblog.com

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